La ballata della tassa di soggiorno ad Alba Adriatica

Dopo (almeno) sette anni di balletto inconcludente sull’introduzione della tassa di soggiorno per i turisti, con gli albergatori di Alba Adriatica che hanno fatto saltare il tavolo più volte, ora è proprio una società che gestisce due grandi hotel a chiedere che si stringano i tempi per introdurre la gabella già nel 2019.

La società, che dirige l’hotel Excelsior e l’hotel Boracay, si espone dopo due mesi esatti di silenzio sul tema da parte di tutti i protagonisti. Il silenzio, infatti, è arrivato proprio in un periodo cruciale: o la gabella viene studiata adesso in ogni suo dettaglio, oppure non si farà in tempo a darle luce per l’estate 2019, come vuole l’amministrazione comunale del sindaco Antonietta Casciotti, che si è già abbondantemente espressa sul tema con l’assessore al turismo Paolo Cichetti.

C’è qualcuno che sta sabotando l’operazione sottotraccia?

Si legge nella nota della Innovative Gest, la società che si è scherata a favore della gabella:

<<Da operatori turistici, riteniamo che l’introduzione della tassa di soggiorno non si possa più rimandare. L’amministrazione comunale sta dando segnali importanti sull’impegno per la riqualificazione della città e non possiamo pensare di non fare la nostra parte. Viaggiamo molto per lavoro e paghiamo ovunque la tassa di soggiorno, non vediamo perché chi viene in vacanza ad Alba Adriatica dovrebbe lamentarsi di ciò. Invitiamo tutti ad agevolare l’amministrazione in questo percorso; altri tipi di posizione sono, secondo noi, solo strumentali>>.

Il dibattito attuale

Premessa necessaria: le associazioni di categoria degli albergatori locali negli ultimi mesi sembrano aver superato lo scoglio del dibattito nel merito dell’imposta, cioè se introdurla o meno. Almeno all’apparenza. Le posizione pubbliche recenti, infatti, ad Alba Adriatica sono state espresse quasi esclusivamente sulla tempistica dell’introduzione, anche se gli albergatori non hanno mancato di piazzare paletti, soprattutto sulla destinazione degli introiti della gabella e sulla necessaria lotta agli affitti in nero.

Il dibattito cittadino è tornato a trattare il tema della tassa di soggiorno esattamente tre mesi fa, quando l’assessore Cichetti ha annunciato di lavorare per l’introduzione della gabella, pur senza specificare se dal 2019 o il 2020. Annuncio accolto con freddezza dal consorzio turistico Costa dei Parchi, che ha chiuso le porte al 2019, aprendole per il 2020.

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Un mese dopo, cioè due mesi fa, se ne è tornato a parlare, con altre due prese di posizione importanti:
– l’assessore Cichetti ha rotto gli indugi e annunciato apertamente di lavorare per introdurre la gabella già nel 2019;
– l’associazione di categoria Albatour si è detta d’accordo, ma solo se rispettati i paletti indicati.

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Poi un silenzio, rotto solo da brevi dichiarazioni che non hanno introdotto nulla di nuovo nel dibattito.

Il panorama balneare di Alba Adriatica, in una foto del sito web istitutizionale del Comune

Sette anni di balletto politico

Ma in città, così come in tutta la costa teramana, di parla da tanti anni della possibile introduzione della tassa di soggiorno per accrescere il potere economico dei comuni. Due, prima di quella attuale, sono state le tappe principali del dibattito ad Alba Adriatica, nel 2016 e nel 2011.

2016: tassa no, tassa sì, tassa no

Dopo aver espresso un’iniziale parere negativo, un giorno di ottobre del 2016 l’allora sindaco di Alba Adriatica Tonia Piccioni spiazzò tutti annunciando lo sbarco imminente della tassa di soggiorno in consiglio comunale per la sua approvazione, dopo la realizzazione di un regolamento ad hoc in tempi record.

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Dieci giorni dopo, a seguito di contatti con gli operatori turistici, il clamoroso passo indietro del municipio.

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Ma il sindaco decise di non demordere e annunciò di voler ascoltare i cittadini.

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Il regolamento non è mai arrivato in consiglio comunale e mai è stata convocata un’assemblea pubblica sul tema.

2011: tassa sì, tassa no

Ancora più indietro nel tempo, il tema era tornato fortissimo in città nel 2011. In un incontro tra i rappresentanti dei sette comuni costieri teramani, infatti, si decise di introdurre la tassa di soggiorno già dal 2012. Tra loro c’era anche l’allora sindaco di Alba Adriatica Franchino Giovannelli.

Tassa di soggiorno: incontro tra sindaci

Ne seguì una protesta feroce da parte di alcune sigle di rappresentanza degli albergatori, che si riunirono per bloccare la proposta dei sindaci.

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Ad Alba Adriatica, dopo la forte tensione, il sindaco Giovannelli firmò quindi un trattato di pace con gli albergatori che rimandava la gabella a data da destinarsi. Decisione simile fu presa da altri sindaci.

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Tortoreto sorpassa Alba Adriatica

A livello teramano, il tema è tornato vivo nel 2017. A differenza di quella albense, alcune amministrazioni comunali della costa teramana hanno deciso di introdurre la tassa di soggiorno. Tra queste, quella tortoretana del sindaco Domenico Piccioni, che è riuscita a trovare un compromesso con gli albergatori della propria città: ok all’introduzione della tassa di soggiorno, ma prima un anno di studio.

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Già approvato anche il regolamento comunale necessario per l’introduzione.

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A fine estate 2018, Comune e albergatori hanno potuto dare uno sguardo alle statistiche raccolte: con la tassa, dal 2019 la città guadagnerà almeno 200mila euro l’anno, da reinvestire subito in capitoli come la promozione turistica e gli eventi. La stima è però indicata per difetto, mentre il surplus sarà reinvestito probabilmente in opere di decoro.

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