La Val Vibrata cerca un posto nella storia

In Val Vibrata non c’è solo la blasonata Fortezza di Civitella del Tronto.

Nella vallata che per decenni ha volto lo sguardo prevalentemente alle attività produttive, dal turismo balneare sulla costa, all’enogastronomia e l’industria nell’entroterra, ci sono anche veri e propri gioielli medievali artistici e culturali. Alcuni abbandonati, altri mai resi fruibili.

E poi ci sono i resti della Val Vibrata antica o addirittura preistorica.

I sindaci di Tortoreto, Corropoli e Martinsicuro, nei giorni scorsi hanno tentato di ricordarlo alla Regione Abruzzo. Lo hanno fatto mentre la campagna elettorale per le regionali incombe e la vallata sembra ambire ad un ruolo da protagonista (e di scontro politico).
Così la storia è tornata nel dibattito pubblico.

Link ilcentro.it —> «La Regione esclude la Vibrata dal turismo archeologico»

A cosa si riferiscono i tre sindaci?

A tre siti in particolare, colpevolmente poco conosciuti al di fuori dei confini comunali.

 

 

Ripoli, 10mila anni di storia lungo il torrente Vibrata

Questo è di sicuro il più travagliato dei tre siti archeologici, oltre che il più antico.
E’ posto al confine tra Alba Adriatica e Corropoli, a ridosso del torrente.

La mappa dell’area archeologica di Ripoli

Da una parte si tratta di un ritrovamento tra i più importanti in Italia per quanto riguarda l’era del neolitico, a tal punto da dare il nome ad una cultura archeologica.

Link treccani.it —> Cultura di Ripoli

Dall’altra parte, però, in pochi in Val Vibrata lo sanno o se ne sono mai curati.
I lavori di scavo sono stati fermi per quarant’anni, per poi essere riattivati nel 2011 e poi di nuovo nel 2012.
Non era il primo stop, considerando che i primi scavi sono della seconda metà dell’800.

Link ilcentro.it —> Riprendono gli scavi archeologici nella città neolitica di Ripoli

Gli scavi più recenti presso il sito archeologico di Ripoli

Dopo poche settimane di lavori sul villaggio, fino a quel punto datata 5mila anni fa, si scoprono addirittura manufatti del mesolitico, quindi risalenti fino a 10.500 anni fa.

Link ilcentro.it —> Corropoli, un villaggio di 8mila anni fa

Link ilcentro.it —> Riaffiora un villaggio di 10.500 anni fa

Poi però nel 2013 il sogno svanice: i lavori si interrompono di nuovo. L’appello degli archeologhi alle istituzioni sembra cadere nel vuoto.

Link ilcentro.it —> La crisi ferma anche gli scavi: addio necropoli

Adesso Corropoli e gli archeologi ci riprovano. A gennaio, con un nuovo progetto, hanno conquistato un ottimo piazzamento nel concorso nazionale per il recupero dei luoghi culturali dimenticati e a giugno la giunta comunale ha approvato un progetto di riqualificazione da oltre un milione di euro.

Link ilcentro.it —> A Corropoli più di un milione per ultimare il museo archeologico

Link ilcentro.it —> Ripoli, c’è il progetto del sito archeologico

Ripoli potrebbe forse rivedere la luce. Sempre che il tema passi indenne dal tritacarne della campagna elettorale.

 

Il segno del passaggio dei romani a Martinsicuro e Tortoreto

Hanno avuto più fortuna, se così si può dire, il Castrum Truentinum di Martinsicuro e la Domus Muracche di Tortoreto.

Il Castrum Truentinum ha un museo a tutti gli effetti da lungo tempo che ne raccoglie i reperti, l’Antiquarium, inaugurato nel 2009 presso il torrione cinquecentesco di Carlo V e collegato ad altre realtà museali e archeologiche legate al popolo dei piceni e a quello romano, soprattutto marchigiane.

Link valvibratalife.com —> Castrum Truentinum, un porto romano sull’ Adriatico

Link ilcentro.it —> Martinsicuro guida una rete intercomunale di musei

La Domus delle Muracche, invece, è stata aperto al pubblico nel 2013 (a quasi 30 anni dai primi scavi) ed è stata al centro di progetti turistici negli anni seguenti, seppur vivendo alti e bassi e qualche polemica sui lunghi periodi di chiusura al pubblico.

Link ilcentro.it —> Tortoreto, rinasce la Domus Muracche

Dettaglio della Domus delle Muracche (Foto dal sito istituzionale del Comune di Tortoreto)
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