Oltre 300 alberi a rischio lungo la strada della Val Vibrata

Oltre 300: questo sarebbe il numero degli alberi secolari a rischio abbattimento lungo la strada 259 che unisce i 12 comuni della Val Vibrata.

Con la giustificazione del miglioramento delle condizioni di sicurezza stradale, che è argomento sensibilissimo, la vallata rischia di perdere un patrimonio ambientale, storico e anche estetico. Ma anche una difesa naturale contro l’inquinamento di una strada fortemente congestionata dal traffico automobilistico.

Davvero siamo disposti a distruggere tutto questo per sopperire alla scarsa manutenzione di quegli alberi e al fatto che la Val Vibrata manchi ancora di una viabilità adeguata al suo sviluppo demografico ed economico?

Quando, a metà del 2018, l’Anas ha preso in gestione la Sp259 dalla Provincia di Teramo, ci aspettavamo finalmente investimenti nel miglioramento dell’arteria, magari un progetto per una strada a “scorrimento veloce” di cui si parla da tanto tempo, oppure qualcosa di simile.

Certo, l’abbattimento dei filari di pini nell’altopiano delle CinqueMiglia a Roccaraso avrebbe dovuto farci aprire gli occhi, ma ci abbiamo creduto lo stesso.

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L’Altopiano delle Cinquemiglia prima e dopo l’abbattimento degli alberi

L’ente del gruppo delle Ferrovie dello Stato, quindi, dopo meno di sei mesi, ha deciso di fare la cosa più semplice del mondo: buttare giù decine di lecci nel tratto di sp 259 tra Nereto e Sant’Omero, modificando radicalmente il paesaggio e provocando un forte impatto emotivo nei fruitori della strada. E’ solo l’inizio.

Il tratto tra Nereto e Sant’Omero prima dell’abbattimento dei lecci (da Google Street View)
Il tratto tra Nereto e Sant’Omero dopo l’abbattimento dei lecci

Contemporaneamente, l’Anas ha avviato l’abbattimento dei tigli del tratto tra la Statale Adriatica e il casello della A14, che corrisponde a via Risorgimento nel territorio di Villa Rosa di Martinsicuro.

Via risorgimento prima dell’abbattimento dei tigli (da Google Street View)
Via risorgimento dopo l’abbattimento dei tigli

Grazie alla protesta spontanea nata per l’occasione, gli abbattimenti si sono fermati quasi subito, anche se temporaneamente.
Ad impegnarsi, semplici cittadini, sindaci e associazioni ambientali, come la Task Force e il WWF, e politiche, con l’organizzazione principale del Coordinamento Salviamo i Tigli.

Link ilcentro.it —> Martinsicuro, coro di no al taglio dei tigli sulla statale 259

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Link ilcentro.it —> Esposto in Procura e sit-in contro il taglio di alberi sulla 259

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Link ilcentro.it —> «Salviamo i tigli», nasce un comitato

Il coordinamento ha anche proposto un’alternativa all’abbattimento, per migliorare anche la sicurezza stradale: la realizzazione di una seconda carreggiata stradale e l’installazione di guard-rail a protezione degli alberi.
Complice la campagna elettorale per le Regionali del 10 febbraio, la politica si è impossessata dell’argomento, con l’assessore regionale Pd Dino Pepe che è intervenuto direttamente per aprire un tavolo di discussione con l’Anas per la riqualificazione di via Risorgimento e dando mandato ai tecnici di studiare lo stato di salute di quegli alberi. Non solo: altre forze politiche, come il Movimento 5 Stelle che con la deputata Valentina Corneli si è schierata contro l’abbattimento, hanno preso parte al sit-in informativo del 6 gennaio.

Link ilcentro.it —> Piano alternativo al taglio degli alberi sulla 259

Link ilcentro.it —> Serve un progetto per salvare i tigli sulla 259 

Sit-in del 6 gennaio

Ci chiediamo: cosa succederà il giorno dopo le elezioni?

Quei 300 alberi sono ancora a rischio.

I nuovi tagli

Il 15 gennaio la scure dell’Anas è tornata ad abbattersi sugli alberi secolari della strada 259 della Val Vibrata: almeno una ventina quelli tagliati nel tratto tra Colonnella e Corropoli, a ovest del casello autostradale

Link dazibao.it –> L’Anas taglia ancora lungo la strada della Val Vibrata

Immediate le nuove polemiche, anche da parte dell’Ordine degli Architetti e di quello degli Agronomi, mentre l’Anas si è difesa.

Link dazibao.it –> Nuove proteste contro l’abbattimento degli alberi della SP259

Link ilcentro.it –> L’Anas: tagliamo gli alberi per evitare gravi incidenti

Nel frattempo, a Martinsicuro si è tenuto il consiglio comunale straordinario e apeerto alla cittadinanza a Martinsicuro. In questa occasione è stata dipanata la questione, con la partecipazione di diverse realtà associative, tra cui il Comitato riqualificazione via Risorgimento Porta della Val Vibrata. Mentre è stata data notizia di una relazione tecnica della Regione che confermava la necessità di tagliare gli alberi in quanto pericolanti. Relazione contestata proprio dal comitato.

Link ilcentro.it –> Anche la Regione dice: tigli da abbattere

Link ilcentro.it –> Alberi malati? Il comitato non ci crede

Il 28 gennaio, gli operai incaricati dall’Anas sono tornati ad abbattere alberi proprio lungo via Risorgimento, il primo tratto di SP259 a Villa Rosa di Martinsicuro: sei i tigli scomparsi.

Ne sono seguite polemiche, diffide e minacce di esposti.

Link ekuonews.it –> MARTINSICURO, ANAS RIPRENDE TAGLI LUNGO SP 259: ABBATTUTI 6 TIGLI E SCOPPIA LA POLEMICA

Link dazibao.it –> Nuova diffida degli ambientalisti contro il taglio degli alberi

Link cityrumors.it –> Martinsicuro, altri tigli abbattuti: il sindaco diffida l’Anas

Link cityrumors.it –> Martinsicuro, tigli di via Risorgimento. Il parere della Regione non ha nessun valore. Esposto in Procura del Comitato

Dopo quella sullo stato di salute degli alberi, il Comitato riqualificazione via Risorgimento Porta della Val Vibrata, ha poi tentato di smentire anche la necessità di tagliare gli alberi per motivi di sicurezza stradale, almeno nel primo tratto di Sp259.
Scrive infatti in una nota:
La Polizia conferma che via Risorgimento non è pericolosa.
Cade anche l’ultima motivazione brandita da Anas per giustificare il taglio delle alberature secolari di Via Risorgimento: ovvero la presunta pericolosità dell’asse viario e la necessità di ripristinare la sicurezza stradale proprio attraverso il taglio delle alberature.
La nota inviata al Comitato dal Ministero dell’Interno/Compartimento Polizia Stradale Abruzzo e Molise/Sezione Teramo, che gestisce i report ufficiali sulla sicurezza stradale per conto dello Stato, afferma che su Via Risorgimento non vi è alcun allarme specifico non essendo rilevata nell’ultimo decennio alcuna criticità sulla sicurezza.
Dunque nessuno schianto sugli alberi e nessun incidente mortale causato dalle alberature negli ultimi dieci anni. Via Risorgimento non figura tra le strade regionali con bollino nero.
Il Comitato dunque smentisce tutte le motivazioni utilizzate sino ad oggi per suffragare l’abbattimento dei Tigli:
A) errata interpretazione della legge sulla piantumazione di alberi a distanza (6m) nelle aree di pertinenza (D.Lgs.285/92 art.14) che è riferita ai soli nuovi impianti ed anzi invita nel contempo gli operatori a porre in sicurezza gli impianti secolari,
B) impossibilità  di agire attraverso le disponibilità di legge (D. Lgs. 42/2004 art 149) che regolamentano solo l’ordinaria amministrazione e le manutenzioni compiute senza alterare lo stato di fatto del paesaggio,
C) impossibilità  di utilizzare con esito autorizzativo al taglio la nota della Regione Abruzzo sullo stato di salute del parco poiché, come immediatamente affermato al Comitato e successivamente anche ribadito dalla nota chiarificatrice della stessa Regione, manca ogni riferimento scientifico a sostegno del parere
D) inesistenza di uno stato di precarietà della sicurezza su Via Risorgimento  come rilevato dal report della Polizia Stradale.
Pertanto il taglio delle alberature appare ampiamente pretestuoso e immotivato.
Restano inoltre in campo i dubbi circa il superamento dei vincoli paesaggistici e architettonici di cui Anas dovrebbe disporre.
Sull’aspetto autorizzativo e’ in corso un approfondimento condiviso anche dall’amministrazione comunale di Martinsicuro.
Il Comitato torna a ribadire con forza che, attraverso la sospensione di ogni attività, va definitivamente scongiurato un programma d’intervento non ponderato che sta producendo danni irreparabili ad un’area identificativa della comunità martinsicurese e vibratiana.
Il Comitato torna a chiedere una riflessione puntuale sulle necessarie modalità d’azione da intraprendere per razionalizzare le infrastrutture viarie e per risollevare la zona dal degrado attraverso un progetto di riqualificazione ed estensione dei servizi.
Per questi motivi oltre al rispetto delle normative e dei vincoli posti a tutela dell’area di Via Risorgimento, il Comitato torna a chiedere l’apertura di un tavolo tecnico in Regione Abruzzo alla presenza delle Amministrazioni Comunali interessate, di Anas, di Regione Abruzzo e del Comitato per la Riqualificazione di Via Risorgimento/Porta della Val Vibrata.

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Un commento su “Oltre 300 alberi a rischio lungo la strada della Val Vibrata

  1. Federica Di cesare il said:

    Vi prego di intervenire subito..giorni sto,associazioni ambientaliste,forestale ,politici..hanno tagliato pini secolari bellissimi che non erano assolutamente malati sulla strada per Corropoli…fermateli vi prego è un pugno nello stomaco…è la bellezza dei nostri paesaggi…sono la nostra identità!Progetto insensato,vergognoso…è la vergogna del teramano!!!VERGOGNA,VERGOGNA.Bisogna pubblicare i nomi e i volti di chi ha deciso questa vergogna!!!Almeno vediamo i geni!Ma non ci rideranno i pini tagliati…FERMATE LO SCEMPIO!

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